Esse. Derapate, voli e controsterzi in ricordo del rallista Franco Pianezzola

Giugno 2013 - Il rombo dei motori, le staccate al limite, le derapate sui tornanti... Sassi che volano alti nella polvere, il profumo della benzina, l'odore acre della frizione troppo sollecitata e l'usura esasperata delle gomme, treno dopo treno. E poi ancora le sbandate, i controsterzi, le speciali... Di giorno, di notte, sulla neve e sotto la pioggia scrosciante, sul fango, sulla ghiaia. E legioni di ragazzi appostati lungo il percorso: in prossimità delle curve, sui pendii, a cavalcioni dei cartelli stradali, appollaiati sugli alberi, per ore e ore... C'è stato un tempo in cui il fenomeno del rally spopolava fra i giovani, facendo concorrenza perfino al calcio: un'epoca gloriosa che dalle nostre parti ha generato grandi campioni quali, per citarne solo due ma emblematici, i veneti Sandro Munari (di Cavarzere) e Miki Biasion (giallorosso doc, dalla testa ai piedi). Il rally, dunque. E' a questa disciplina, e ai miti delle sue origini in terra vicentina, che abbiamo dedicato molte pagine di questo numero. Un modo per ricordare, anche attraverso i successi del Team Bassano, le gesta di Franco Pianezzola, pioniere della specialità, splendidamente ritratto  nello spazio riservato ai panathleti locali.

 

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