Romeo Bertin, il coraggio di tenere fede ai propri ideali

Giugno 2015 - La storia di Romeo Bertin, raccontata in questo straordinario numero de L'Illustre bassanese dal prof. Francesco Berti dell'Università di Padova, non riguarda un nostro concittadino celebre; la vicenda proposta non si riferisce infatti a un artista di fama, piuttosto che a una personalità eminente. No. Anzi. Potremo dire che la monografia è dedicata a un "non illustre". Eppure la sua esperienza militare e umana riveste grande valore, perché emblematica, paradigma di un frangente davvero tragico. Alludiamo alle conseguenze dell'8 settembre '43, quando i Savoia e Badoglio lasciarono in balia di se stessi e degli ex alleati tedeschi ben due milioni di soldati. Il bassanese Romeo Bertin fu uno di questi. Dapprima operativo in Friuli, poi catturato e deportato in un campo di prigionia in Germania, dal suo epistolario apprendiamo di un'angosciosa odissea, condivisa con molti commilitoni e, nel suo caso, culminata con la morte per stenti. Una morte eroica, perché esito di una scelta durissima: quella cioè di non voler aderire alla Repubblica Sociale, tenendo così fede a quegli ideali di libertà, pace e giustizia nei quali credeva e che ancora oggi -a settant'anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale- traspaiono dalla sua fitta corrispondenza con la madre, seppur velati per sfuggire alla censura del lager.

 

LEGGI IL NUMERO