Mons. Vincenzo Borsato. Con le ACLI vicentine fin dalla loro nascita

Settembre 2016 - L'Italia stava uscendo dalla guerra, devastata e ancora divisa, quando alcuni suoi figli - fra i protagonisti della Resistenza - si attivavano già per ricostruire la nazione. Nonostante la scarsità dei mezzi e le difficoltà, il loro morale era alto. All'orizzonte si profilava infatti l'alba di una rinascita alla quale lavoravano nello sforzo di assegnare al Paese un ordinamento democratico, con lo sguardo rivolto al sociale e al lavoro. Anche a Vicenza si respirava quest'aria, che portava segnali di cambiamento pure negli ambienti religiosi. E, poiché nell'agosto del 1944 Achille Grandi aveva dato vita alle ACLI (al fine di curare la formazione religiosa, morale e sociale dei lavoratori cristiani), i vescovi Ferdinando Rodolfi e Carlo Zinato si impegnarono a divulgare nella Diocesi di Vicenza tali istanze, affidando i relativi incarichi organizzativi al novese mons. Vincenzo Borsato, protagonista di questo numero de L'Illustre bassanese. Marco Maria Polloniato, autore di una ricerca minuziosa, ce ne racconta la storia, avvalendosi di significative citazioni e di un ricco apparato fotografico. Ciò che emerge, assieme alla figura di mons. Borsato, è l'affresco di un'epoca. Vale la pena di leggerlo, questo splendido numero, per comprendere come si è mossa una generazione di "ricostruttori" e per renderci conto che molto di quanto beneficiamo noi oggi non è piovuto dal cielo.

 

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